
L’Arno a Firenze e il Terzo Giardino
Percorribile da Varlungo oltre il Ponte all’Indiano anche dall’interno
L’Arno a Firenze è di per sé un itinerario che tuttavia negli ultimi anni, grazie al lavoro del Consorzio di Bonifica in accordo con il Genio Civile della Regione Toscana, si è arricchito della possibilità di essere interamente percorso non solo sopra le sponde, lungo le spallette cittadine ma anche dall’interno, per tutto il tratto cittadino che da Varlungo va anche oltre il Ponte all’Indiano.
Uno dei tratti sicuramente più suggestivo e vivibile si trova in sponda sinistra, nel quartiere di San Niccolò, laddove un largo deposito di sabbie ormai stabilizzatosi a valle di una grande traversa fluviale, prende il nome di Terzo Giardino. Il Terzo Giardino è l’installazione permanente del collettivo di artisti Studio ++ (composto dagli architetti Fabio Ciaravella, Umberto Daina e Vincenzo Fiore), realizzata nell’ambito del Progetto RIVA, palinsesto di eventi e riflessioni dedicati al fiume Arno promosso dall’associazione MUS.E e curato da Valentina Gensini, direttore artistico di Murate Art District.
L’obiettivo del Terzo Giardino – creato per la prima volta nel 2016 e diventato un’amata consuetudine capace di animare la riva dell’Arno, caricandola di significati e possibilità per la fauna che la vive e per chi la frequenta – è dare risalto alla ricchezza biologica, alla diversità e al potenziale di quest’area perché diventi spazio di vita quotidiana e patrimonio di tutti attraverso un intervento di public art attento agli aspetti di conservazione naturale e di biodiversità.
Ispirandosi alla metafora politica del “Terzo Paesaggio” del paesaggista francese Gilles Clément, Studio ++ ha riportato uno spazio inutilizzato alla fruizione pubblica ripristinando il rapporto uomo-fiume che per secoli ha caratterizzato questa città. Il progetto viene realizzato per sottrazione: dal folto manto di vegetazione spontanea che cresce lungo l’argine, usando i mezzi della falciatura ordinaria del Consorzio di Bonifica, si crea un disegno ispirato al Giardino dei Semplici e alla tradizione del Giardino all’Italiana.
Il disegno prevede due aree: una prima geometrica divisa in parterre ed una seconda, lungo il fiume, dove “muri di vegetazione spontanea” introducono a “stanze sul fiume”, luoghi dove sostare all’ombra degli alberi e confrontarsi con una nuova visione del paesaggio di Firenze. I parterre divisi in quattro sezioni trasversali invitano ad un’osservazione attenta della ricchezza biologica dell’abbandono, del residuo dell’organizzazione razionale dell’uomo, del “Terzo Paesaggio”. Qui un’inaspettata biodiversità diventa simbolo del potenziale nascosto nella città, nei suoi spazi dimenticati, e del valore evolutivo della diversità.
Percorribilità: siamo in città dunque tutto è facile, facilmente accessibile, adatto a tutti e ricchissimo di servizi e possibilità di altre divagazioni.
Note/Curiosità:
Qui ogni anno, nel mese di maggio si tiene una sorta di “inaugurazione” della stagione delle manutenzioni del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, ovvero l’inizio del periodo in cui con due o più passaggi di sfalcio si curano, ispezionano e monitorano le sponde e gli argini in ambito urbano o in prossimità di opere e sistemazioni idrauliche per un totale di oltre 2400 km di reticolo manutenuto ogni anno.













