
A Pistoia nella “Fortezza d’acqua”
dalle colline pistoiesi con corsi d’acqua di grande qualità ambientale fin giù in Ombrone, nella città disegnata dalle acque sull’antico lago paludoso in cui anche Annibale scendendo verso Roma perse un occhio
La storia di Pistoia, dei suoi uomini e delle sue terre s’intreccia da sempre con la storia delle sue acque. Le acque dell’antico lago preistorico da cui si è formata l’odierna pianura, quella dei fiumi e dei torrenti che l’hanno colmata con le loro alluvioni, quelle dei canali e delle gore costruite dall’uomo, dalle bonifiche e delle opere di regimazione. Nel lento scorrere delle età, l’intero territorio pistoiese è stato costantemente e tenacemente “disegnato”. Lungo la linea del tempo, che va dal pleistocene ad oggi, troviamo traccia di alcuni significativi eventi, momenti che in qualche modo hanno segnato l’avvio di nuove fasi, lasciando segni profondi nel paesaggio.
I corsi d’acqua delle colline preservano ancora caratteristiche ambientali di grande pregio con diverse forme di vita vegetale e animale che possono essere osservate lungo i torrenti: rari gamberi (Palaemonetes antennarius) e granchi di fiume (Potamon fluviatile) segni di spiccata qualità delle acque ma anche, purtroppo, micidiali invasori come il Poligono del Giappone (Reynoutria Japonica), una delle piante inserite nella lista delle 100 specie più invasive del mondo su cui il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno ha avviato una sperimentazione per il suo contenimento.
Giù in pianura invece il reticolo idrografico è fragile sia dal punto di vista ambientale che idrologico perché frutto di continui interventi e pressioni umane. È qui che il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno ancora oggi compie i principali sforzi ed investimenti in materia di difesa del suolo, cercando di ridonare spazio alle acque con la realizzazione di numerosi rifacimenti arginali e casse di espansione. Per raccontare l’intera storia di Pistoia e delle sue acque, con soluzioni di allestimento multimediali davvero affascinanti, il Consorzio ha promosso e realizzato in collaborazione con l’Università di Firenze, la Soprintendenza, la Direzione regionale Musei nazionali Toscana e il Comune, la mostra permanente “Fortezza d’acqua. L’energia idraulica nella storia dell’uomo” allestita all’interno della Fortezza di Santa Barbara nel centro di Pistoia, ad ingresso gratuito (www.fortezzadacqua.it).
Percorribilità: nei boschi delle colline pistoiesi è preferibile passeggiare con scarpe e attrezzatura da trekking in particolar modo durante la stagione primaverile ed estiva; la città è accessibile a tutti.
Note/Curiosità
Si narra che durante la Seconda Guerra Punica i Cartaginesi tentarono di passare l’Appennino nell’inverno del 218 a.C., ma il maltempo li costrinse a desistere e attendere maggio quando Annibale scelse la via più breve “attraverso le paludi, dove il fiume Arno era straripato in quei giorni più del solito”, riferisce Tito Livio. La marcia provocò grandi sofferenze: i soldati non poterono riposare all’asciutto per lunghi giorni e molti di loro morirono, Annibale avanzò sopra l’unico elefante sopravvissuto, tenendosi lontano dalle acque e tuttavia, sempre secondo Livio, le veglie, le forti escursioni termiche primaverili e l’aria palustre fecero soffrire molto il condottiero che non potendo curarsi una infezione, perse un occhio.












