Sfalcio sul Torrente Brana a Pistoia

Prosegue l’attività di manutenzione programmata mediante sfalcio della vegetazione su fiumi, torrenti e fossi del Pistoiese da parte del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno.

Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori di sfalcio della vegetazione sul Torrente Brana, nel comune di Pistoia, partendo da Via Toscana verso monte per arrivare al tratto urbano molto frequentato da cittadini.

Gli interventi proseguiranno poi con lo sfalcio della vegetazione sul Rio Diecine, sempre nel comune di Pistoia, e successivamente verso fine luglio/agosto verrà completato il taglio del Torrente Brana nel tratto più a monte (ValdiBrana), più precisamente da via della Gaine fino al ponte di via Camaldole e Lippi, tratto più naturalistico dove il programma del Consorzio prevede un solo passaggio estivo con tempistica ritardata per tutelare al massimo la riproduzione dell’avifauna nidificante e di molte altre specie acquatiche.

Già completato invece nei giorni scorsi lo sfalcio della vegetazione del tratto urbano del Torrente Ombrone Pistoiese, tra Pontelungo e Ponte di Gello; è il tratto che passa davanti ai Laghi Primavera, frequentato da molti cittadini che fanno passeggiate.

Gli interventi proseguiranno a fine giugno/luglio col completamento del Torrente Ombrone fino a San Felice e con lo sfalcio dei suoi affluenti: Torrente Torbecchia, Fosso Tazzera di Torbecchia, Rio della Fallita, Fosso di Fontanacci, Torrente Vincio di Brandeglio, Fosso della Casaccia, Fosso Sanguinaria, Fosso del Casello di Ponzano.

“Sicurezza idrualica e tutela della natura, sono questi gli interessi fondamentali tra cui il Consorzio, con la sua azione, cerca di trovare il miglior equilibrio – spiega ancora il Presidente del Consorzio Marco Bottino – e ne sono esempi chiarissimi il Torrente Brana, così come l’Ombrone Pistoiese che sono oggetto di sfalcio in queste settimane nei tratti arginati e all’interno dei centri abitati mentre nei tratti più a monte, meno antropizzati o costretti artificialmente si ritarda e si riduce la frequenza dell’intervento perché la natura faccia il proprio corso considerato che basta un solo passaggio a metà o fine estate per sgombrare la sezione fluviale prima della stagione autunnale.