Fosso di San Benedetto a Bassetti, Certaldo

Con il bel tempo di giugno sono cominciati e procedono a pieno ritmo gli interventi stagionali di manutenzione programmata sui corsi d’acqua della Valdelsa fiorentina e senese: tra Castelfiorentino, Certaldo, Poggibonsi e San Gimignano.

Una delle principali attività a cui il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno è chiamato durante la stagione compresa fra la primavera e l’autunno di ogni anno è la manutenzione programmata mediante sfalcio della vegetazione lungo i corsi d’acqua di propria gestione, ai sensi della normativa regionale di riferimento (LR 79/2012).

In Val d’Elsa, dopo le copiose piogge di maggio, si sta procedendo con il primo passaggio su tutti i tratti di corsi d’acqua inseriti in programmazione, ovvero i tratti arginati, all’interno dei centri abitati e in prossimità di casse di espansione e altre importanti opere idrauliche.

Una operazione all’apparenza semplice, quella di tagliare l’erba, i rovi e i cannetti lungo fiumi, torrenti e rii ma che in realtà necessita di un iter di programmazione, preparazione ed affidamento che prende avvio già molti mesi prima, comporta alcune attenzioni particolari in fase di esecuzione ed ha una funzione strategica fondamentale.

Dal punto di vista dell’organizzazione dei lavori l’attività estiva sul reticolo idrografico del Consorzio si svolge in parte in amministrazione diretta, ovvero con personale e mezzi propri e in parte mediante affidamenti esterni proprio per garantire l’esecuzione dei lavori simultaneamente su oltre 2000 km di tratti di corsi d’acqua in manutenzione su una superficie territoriale del comprensorio di oltre 3500 kmq. Questo significa preparare le perizie di affidamento e seguire l’iter amministrativo già a partire da diversi mesi precedenti in modo che le imprese siano pronte a partire e tutto sia a posto al momento giusto.

Dal punto di vista dell’esecuzione, invece, è fondamentale attendere che gli argini siano asciutti e praticabili senza arrecare danni con il passaggio dei mezzi operativi pesanti ma nel frattempo, specie se piove molto in primavera come quest’anno, l’erba cresce molto velocemente e insieme crescono anche le proteste e i commenti senza ragion veduta. Inoltre, il Consorzio ricerca anche per quanto possibile un equilibrio e dunque una tempistica con ordini di priorità che tengano conto sia delle esigenze di fruibilità e decoro nei tratti cittadini, dove in molti vorrebbero il taglio prima possibile per le passeggiate da soli o in compagnia dei propri amici a quattro zampe sia dell’opportunità di rispetto dell’habitat naturale che invece richiederebbe di ritardare più possibile il passaggio per lasciare tempo alle uova di schiudersi e ai piccoli esemplari di avifauna nidificante lungo l’acqua di riuscire ad allontanarsi all’arrivo dei trattori.

Infine l’obiettivo strategico ovvero la necessità di liberare dalla sovrabbondante vegetazione le pertinenze fluviali per verificare che manufatti, sistemazioni e opere idrauliche – come un argine ad esempio – siano solidi e ben funzionanti in modo da approfittare poi dei bassi livelli idrometrici estivi per eseguire meglio riparazioni, manutenzioni, etc. Classico esempio, in questo senso, sono le numerose tane di nutrie e altri animali selvatici che si proprio durante lo sfalcio e la successiva ispezione vengono rinvenute e segnalate dai tecnici ed operatori consortili: in questo caso si procede prima possibile con la messa in sicurezza grazie ad un intervento incidentale o in casi più gravi, con veri e proprie operazioni di escavazione e risanamento arginale, che possono arrivare a costare anche diverse migliaia di euro.