Autosufficienza, alimentare e biomateriali, e la necessità di investire su infrastrutture idriche condivise per un futuro sostenibile
“Serve rafforzare la disponibilità d’acqua sui territori per sostenere la redditività agricola e garantire la permanenza delle comunità nelle aree interne e marginali, assicurando al contempo la manutenzione idrogeologica”. Questo il messaggio emerso con chiarezza a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, nel corso di un’iniziativa organizzata da ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue), CERSTE – Centro Europeo di Ricerche socioeconomiche, tecnologiche ed ambientali, Irrigants d’Europe e dall’Intergruppo Sviluppo del Sud Italia e delle Isole Minori, dedicata al ruolo strategico della risorsa idrica per la sicurezza alimentare, lo sviluppo economico e la resilienza territoriale, e alla presenza di rappresentanti istituzionali e delle organizzazioni coinvolte.
Dal confronto è emersa una posizione condivisa: servono investimenti strutturali in infrastrutture idrauliche e invasi, ma anche un deciso salto in avanti sul fronte dell’innovazione, attraverso la digitalizzazione dei corpi idrici, il monitoraggio avanzato e la valorizzazione dei paesaggi rurali, veri esempi di ingegneria naturale.
“Di fronte alle crescenti esigenze di nuovi utilizzatori idrici, come i data center o l’estrazione di terre rare, è necessario rivedere la Direttiva Quadro Acque in un contesto internazionale che impone maggiore autosufficienza nella disponibilità della risorsa”, ha dichiarato Adriano Battilani, Segretario Generale di Irrigants d’Europe, associazione che rappresenta il 75% delle superfici irrigue europee.
Al centro dell’incontro il nesso tra acqua, agricoltura, energia e ambiente, indicato come leva fondamentale per una gestione sostenibile e innovativa dei territori. Ampio spazio è stato dedicato alla modernizzazione dei sistemi irrigui, al riuso delle risorse e all’impiego di tecnologie digitali per la gestione efficiente dell’acqua.
L’obiettivo dell’iniziativa è contribuire alla definizione di una strategia europea coerente con la Politica Agricola Comune, il Green Deal e le politiche di coesione, rafforzando competitività, occupazione e stabilità delle aree rurali. I rappresentanti di Spagna, Portogallo, Francia e Italia hanno inoltre sollecitato un piano europeo organico contro siccità e alluvioni, fenomeni ormai sempre più frequenti anche nelle aree centrali ed orientali dell’Unione.
“Le opere idriche agricole rappresentano da secoli il sistema vascolare dei territori, garantendo sicurezza idrogeologica, produttività e abitabilità – ha sottolineato Francesco Vincenzi, presidente dell’ANBI –. Spesso, però, la loro natura artificiale non viene pienamente riconosciuta, limitandone il peso nelle politiche comunitarie. È invece urgente avviare un’indagine sullo stato delle reti idrauliche multifunzionali, pianificare l’efficientamento di quelle esistenti e realizzarne di nuove”.
“Questo percorso – ha aggiunto – consentirebbe anche di sviluppare soluzioni basate sulla natura e sistemi di ritenzione idrica, in linea con gli indirizzi europei. L’ammodernamento delle infrastrutture idrauliche deve proseguire in tutto il continente per sostenere un modello fondato su sostenibilità, biodiversità ed equilibrio ecosistemico. Solo così sarà possibile affrontare le sfide climatiche, che negli ultimi tre anni sono costate circa 20 miliardi di euro all’agricoltura italiana, mettendo a rischio l’autosufficienza alimentare e la produzione di biomateriali essenziali per il futuro”.












