Tra crisi globali e nuove sfide, l’acqua torni ad essere fonte di pace e vita
In un contesto internazionale multidimensionale e sempre più instabile, si è celebrata ieri 22 marzo la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite. Se fino a pochi anni fa l’attenzione globale era concentrata prevalentemente sugli effetti della siccità e dei cambiamenti climatici, oggi nuovi scenari impongono un cambio di paradigma: l’acqua, risorsa essenziale per la vita, è sempre più spesso al centro di tensioni geopolitiche e, in alcuni casi, diventa persino obiettivo strategico nei conflitti.
“Eravamo purtroppo abituati alle immagini dei migranti dalla siccità, ma ora le atrocità della guerra ce ne propongono altre: quelle delle risorse idriche diventate target bellici. Sarà un nuovo elemento di confronto al Forum Euromediterraneo sull’Acqua, in calendario a settembre”, ha dichiarato Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).
Le cronache internazionali mostrano con crescente evidenza quanto il tema dell’approvvigionamento e della tutela della risorsa idrica sia ormai strettamente intrecciato alla sicurezza alimentare ed energetica. Il rischio di crisi sistemiche – come quelle che potrebbero derivare dal danneggiamento di infrastrutture strategiche, quali gli impianti di desalinizzazione dell’acqua in aree con fragilità intrinseche come il Medioriente – rende evidente la necessità di un cambio di paradigma: laddove prevalgono interessi geostrategici, l’acqua rischia di divenire leva di pressione e strumento di ritorsione, anziché essere concepita come diritto universale. È proprio questa contraddizione a rendere ancora più urgente una visione alternativa, equa e sostenibile, fondata su cooperazione, responsabilità e tutela condivisa.
“Quanto sta accadendo nel mondo ci obbliga ad essere maggiormente responsabili verso le disponibilità idriche ad iniziare dalla necessità di incrementare anche le nostre riserve d’acqua, avviando il Piano Bacini Multifunzionali, proposto con Coldiretti, nonché il Piano di Efficientamento della Rete Idraulica. I progetti sono pronti per far transitare l’Italia dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione, creando maggiori certezze per l’irrigazione e la ricarica delle falde, ma anche per la produzione di energie rinnovabili ed il benessere delle comunità. Francia e Spagna raccolgono oltre il 30% dell’acqua piovana, noi solo l’11%”, ha aggiunto Gargano. Il dato evidenzia un ritardo strutturale, ma indica al tempo stesso con chiarezza la direzione da intraprendere. Non si tratta più soltanto di rispondere alle emergenze, bensì di costruire una visione alternativa e lungimirante dell’uso dell’acqua: fondata su accumulo, efficienza, riutilizzo e tutela integrata del territorio.
In questo scenario, l’Italia ha l’opportunità di trasformare una vulnerabilità in leva strategica, investendo in infrastrutture moderne, innovazione tecnologica e governance sostenibile. La gestione dell’acqua non può più essere considerata un tema settoriale, ma deve diventare un pilastro delle politiche pubbliche, capace di connettere ambiente, economia e coesione sociale.
La Giornata Mondiale dell’Acqua diventa così non solo occasione di sensibilizzazione, ma momento di responsabilità collettiva. Di fronte a crisi che si moltiplicano e si intrecciano, è necessario sviluppare un nuovo paradigma, che superi la logica dell’urgenza per abbracciare quella della prevenzione e della resilienza. Perché, in tempi segnati da incertezza e conflitti, immaginare e costruire un futuro diverso non è soltanto possibile: è indispensabile. E l’acqua, da sempre fonte di vita, può e deve tornare ad essere fonte di cooperazione, stabilità e speranza.











