Campagna sulla fragilità del Torrente Pesa e contro l’uso dell’acqua potabile per il riempimento delle piscine

La prima strategia del Contratto di Fiume del Torrente Pesa (cdfpesa.it), a oggi sottoscritto da 52 soggetti, riguarda la risorsa idrica, elemento che desta preoccupazione per la sua grave carenza in estate e per le ricorrenti piene durante l’autunno e l’inverno.

Grazie alla collaborazione dell’Autorità Idrica Toscana, dei Gestori del sistema idrico integrato, dell’Autorità di Distretto e della Regione Toscana adesso il quadro sul volume dei prelievi per fini idropotabili nell’intera Val di Pesa è chiaro e si aggira stabilmente intorno ai sei milioni di metri cubi ogni anno, in gran parte captati attraverso pozzi. La risorsa della Pesa alimenta inoltre anche territori extravallivi: gran parte dell’acquedotto di Capraia e Limite e per una quota quello di Empoli.

Un livello di sfruttamento dell’acqua che risulta evidentemente eccessivo rispetto alla sostenibilità dell’ambiente naturale. Ne è prova il fatto che in bassa valle il torrente, per cui è accertata una diretta interazione tra risorsa sotterranea e superficiale, perde totalmente l’acqua in bassa valle per un periodo di almeno 3 mesi ogni anno, mettendo pesantemente a rischio la sopravvivenza della biodiversità del torrente e danneggiando il grande valore paesaggistico dei borghi che si affacciano sul corso d’acqua.

A questi massicci prelievi contribuiscono anche comportamenti non attenti al risparmio idrico, o addirittura vietati dalla normativa vigente. Questo è ad esempio il caso del riempimento delle piscine private interrate, ma anche quelle di dimensioni ridotte da porre fuori terra che si trovano diffusamente in commercio. Soprattutto queste ultime, che sono in larghissima parte piscine temporanee che possono essere rimosse in tempi brevissimi, sono uno degli attuali problemi più seri in estate di emungimenti non autorizzati. Serve quindi ripetere a tutti I cittadini che per riempire piscine e piccole piscine anche gonfiabili non si può utilizzare la risorsa che proviene dall’acquedotto. L’acqua per riempirle deve essere captata da pozzi autorizzati o acquistata sul mercato da soggetti autorizzati a commerciarla, come i gestori del servizio idrico. I giustificativi di acquisto devono essere inoltre conservati, per permettere il controllo da parte delle autorità competenti.

Stante l’equilibrio delicatissimo tra ambiente e sfruttamento delle risorse naturali in Val di Pesa, territorio turisticamente vocato e per questo costellato di suggestive piscine nelle pertinenze di abitazioni, agriturismi, alberghi e residence, risulta essenziale attenersi alla normativa regionale. Ciò perché i servizi offerti ai clienti dalle strutture ricettive siano sostenibili e non danneggino sensibilmente l’ambiente in cui sono inserite e da cui deriva la loro attrattività. Le piscine pubbliche o ad uso collettivo inserite in strutture adibite ad attività turistico alberghiere o agrituristiche o ricettive possono usare l’acqua del pubblico acquedotto solo chiedendo deroga al gestore del sistema idrico integrato: Acque (Montelupo Fiorentino e Montespertoli), Publiacqua (Lastra a Signa, Scandicci, San Casciano Val di Pesa, Barberino Tavarnelle, Greve in Chianti) o Acquedotto del Fiora (Radda e Castellina in Chianti).

Molto delicato è anche il momento di svuotamento delle piscine che non deve arrecare danni alla natura. I prodotti chimici usati rappresentano infatti un pericolo per specie animali e vegetali e per la falda acquifera stessa.

Per informazioni di dettaglio consultare il sito dell’Autorità Idrica Toscana o fare riferimento al proprio gestore del sistema idrico integrato.