Prime avvisaglie di autunno e meno di due mesi al 60° anniversario dell’alluvione: cresce l’attenzione per il fiume di Firenze tra iniziative isitituzionali, convegni e curiosità.
Con le ultime piogge è tornato a crescere il deflusso dell’Arno, che era stato a lungo a -52% delle medie stagionali, ma che comunque resta ancora ben lontano dai livelli delle grandi piene autunnali.
E mentre il Consorzio di Bonifica Medio Valdarno continua con le lavorazioni di movimentazione dei sedimenti a San Niccolò e si prepara all’ultimo passaggio pre-autunnale di sfalcio della vegetazione sugli argini la città si prepara a celebrare il 60° anniversario dell’alluvione di Firenze.
Tra i più attenti ‘guardiani’ del fiume fiorentino si contano anche due enormi teste d’ariete, poste sulle arcate centrali del Ponte Santa Trinita.
Simbolo guerriero, controllano l’arrivo di eventuali minacce; il loro sguardo è fiero e valoroso, sorvegliano l’arrivo di eventuali alluvioni a monte e l’arrivo di nemici dal mare, in particolare da Pisa, storica avversaria.
Altre fonti scorgono nelle teste d’ariete anche due diversi sguardi: quello rivolto verso monte pare preoccupato per il rischioso passaggio delle piene dal centro storico cittadino e sotto lo stretto e basso Ponte Vecchio; quello verso valle è più sereno ormai che l’acqua sta defluendo verso valle, fuori dalla città, verso tratti idraulicamente meno complessi in quelle che una volta erano poco più che solo campagne.
Il Ponte Santa Trinita, rinomato per l’eleganza della sua linea e degli inserti in marmo, ha una lunga e distintiva storia.
In questo punto della città, a collegare il centro storico con il quartiere d’Oltrarno, esisteva già un ponte in legno, sostituito poi da uno in pietra, quest’ultimo distrutto dalla terribile alluvione del 1333.
Il collegamento venne ricostruito più volte nel corso dei decenni, fino ad arrivare al 1557, quando Bartolomeo Ammannati (si pensa su disegno di Michelangelo Buonarroti) costruì il ponte nelle forme odierne. Seicentesche invece sono le statue delle 4 stagioni che si trovano ai capi.
Durante la ritirata tedesca del 1944 vennero distrutti tutti i collegamenti tra le due parti della città (ad esclusione del Ponte Vecchio), incluso il ponte Santa Trinita. Grazie ad un comitato istituito per la ricostruzione il ponte trovò nuova vita nel 1952 con le stesse forme che avrebbe dovuto avere alla metà del 1500 e che ancora oggi possiamo ammirare.










