Speciali batbox antizanzare installate sul Mugnone a Firenze

114

Si tratta di un progetto promosso e finanziato dal Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze per favorire la presenza in ambito urbano di pipistrelli, tra i principali predatori d’insetti notturni capaci ciascuno di mangiare fino a quasi un migliaio di zanzare ogni notte.

Prende il via, con l’installazione delle prime casette rifugio per i pipistrelli, il progetto “Bat Box sul Mugnone” finanziato e promosso dal Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno in collaborazione con il Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze.

“Riceviamo molto spesso, specie in estate ovviamente, segnalazioni riguardanti la presenza di zanzare – spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Marco Bottino – e benché il Consorzio non abbia alcuna competenza sul controllo degli insetti in ambito fluviale, dove tra l’altro le zanzare hanno già numerosi competitori e predatori naturali, abbiamo pensato di fare la nostra parte nella lotta contro uno dei principali fastidi delle sere d’estate, in maniera intelligente ed esemplare, con le bat box appunto”.

Sappiamo ormai che la più efficace lotta alle zanzare deve cominciare dai cosiddetti “focolai larvali”, dove centinaia di uova e larve sono concentrate in piccoli volumi d’acqua facilmente controllabili (tombini, caditoie stradali, piccole vasche, bidoni usati per la raccolta delle acque, sottovasi, etc.) mentre è una sfida ormai quasi persa il contrasto agli esemplari adulti. In ogni caso favorire la presenza dei pipistrelli anche in ambito urbano, dove anche a causa della sempre minore presenza di rifugi rischiano di essere anno dopo anno sempre meno numerosi, può infatti contribuire notevolmente alla riduzione delle zanzare: le specie più comuni in ambiti urbani sono capaci infatti di nutrirsi di un buon numero di zanzare, fino a quasi un migliaio per ogni pipistrello ogni notte.

“In una nostra recente campagna di studio, divulgazione e conservazione – spiega Paolo Agnelli del Museo di Storia Naturale di Firenze – si sono messi a punto i rifugi più efficaci e si sono individuate le migliori specifiche d’installazione. In questo caso abbiamo scelto diverse tipologie di ‘casette’, di diversa fattura sia di cemento che di legno, installate sia sotto l’ampia e ombreggiata volta del Ponte Rosso che su entrambi i muri di sponda che in destra e sinistra idraulica hanno esposizione solare completamente differente. Sappiamo infatti che i rifugi esposti a nord sono scelti dai maschi perché hanno temperature più fresche, mentre gli orientamenti a sud sono scelti dalle femmine”.

Il tratto di torrente oggetto di studio questa volta è quello che va dalla ferrovia a monte del Ponte Ranieri Bustelli (zona Piazza delle Cure), fino alla ferrovia a valle del Ponte degli Alpini (zona Fortezza da Basso) e ad ogni bat box installata verrà assegnato dagli zoologi del Museo un codice identificativo per il successivo monitoraggio da parte dei chirotterologi del Museo, presenti per il coordinamento tecnico scientifico al momento dell’installazione. Se queste nuove ‘casette’ saranno gradite ai pipistrelli della zona non è possibile saperlo ma quel che è certo è che i corsi d’acqua sono ambienti sicuramente graditi; sappiamo che il successo di colonizzazione aumenta progressivamente col passare del tempo e, mediamente, dopo il primo anno raggiunge il 18% delle BatBox installate, il 35% il secondo anno e oltre il 40% nel terzo. Da tempo ormai normative comunitarie, nazionali e regionali proteggono e anzi favoriscono azioni di ricerca, gestione e divulgazione sui chirotteri e già in passato il Museo di Storia Naturale, nell’ambito delle note iniziative intraprese fin dal 2007, aveva collaborato con i consorzi di bonifica per la diffusione di bat box in prossimità dei corsi d’acqua, specie sui fossi e canali delle pianure più urbanizzate (a Firenze in zona Ugnano, Mantignano, Pontignale).