Ma rammenta ancora la natura e le funzioni di quel tracciato lungo il principale torrente del Chianti: percorso di servizio alle attività di vigilanza e manutenzione della bonifica, spazio di laminazione delle piene e solo da ultimo, e con massima attenzione ai rischi legati alla sua percorrenza, percorso fruibile dal pubblico.

I primi lavori di ripristino dei tratti danneggiati dalle grandi piene di novembre e dicembre hanno preso avvio da San Vincenzo a Torri, dove maggiori erano stati i danni, con interi tratti di sponda e di tracciato completamente spazzati via. In molti altri tratti lungo la bassa sponda si era invece assistito alla totale asportazione della terra battuta del fondo della pista, rimasta soltanto una distesa di grandi ciottoli davvero difficile da percorrere anche per i mezzi del Consorzio.

Sull’intera estensione del Percorso il Consorzio aveva fatto nelle scorse settimane una ricognizione per individuare problemi e possibili soluzioni, condividendo una dettagliata relazione con il Genio Civile della Regione Toscana e i Comuni interessati. Obiettivo ribadire la natura e funzioni del Percorso chiedendo che gli altri soggetti istituzionali coinvolti facessero la loro parte per una più chiara definizione della natura giuridica di questa opera idraulica.

Nel frattempo alle molte richieste di riparazione del Percorso il Consorzio aveva risposto con chiarezza: appena possibile sarebbero stati fatti i lavori di ripristino dei tratti danneggiati ma prima di tutto per garantire l’esecuzione delle lavorazioni estive del Consorzio lungo il torrente piuttosto che per la fruibilità pubblica, che resta possibile ma a rischio e pericolo dei frequentatori delle aree di demanio regionale.

“Questa è sempre stata la strategia del Consorzio in relazione al Percorso della Pesa – spiega il Presidente Marco Bottino – fiduciosi che si possa giungere presto, insieme ai Comuni e alla Regione ad una definizione giuridica del tracciato che permetta, dopo questi giorni in cui siamo rimasti a casa contro il diffondersi del Coronavirus, di tornare con tranquillità e lo stesso grande piacere di prima lungo i nostri fiumi”.