Localizzazione degli interventi

Continua l’opera di sistemazione e riqualificazione del torrente che scende da Fiesole a Firenze con due nuovi interventi di consolidamento di un antica briglia medicea a Pian del Mugnone e a valle del ponte medievale alla Badia, per un investimento complessivo di circa 250 mila euro.

Si è cominciato dal consolidamento di una antica briglia di origini medicee che si trova appena a valle dell’abitato di Pian del Mugnone e poi si scenderà più a valle per la risistemazione delle murature di sponda a Ponte alla Badia: sono questi i prossimi interventi di manutenzione di opere idrauliche più importanti che interesseranno il Mugnone nelle prossime settimane.

Nello specifico la briglia è situata in un canyon piuttosto scosceso e molto ombroso, chiuso tra la pendice di Monte Rinaldi sul versante fiorentino e il colle di San Francesco sul versante Fiesolano. Inserita in un contesto naturalistico essa è soggetta ai naturali fenomeni sia di deposito dei materiali, sia ai fenomeni di erosione causati dai differenti comportamenti che il Torrente Mugnone ha durante le stagioni. Dalle situazioni di magra estive infatti, si passa a piene autunnali ed invernali causate dalle sempre più frequenti piogge improvvise e abbondanti. La struttura quindi, ormai datata, necessita di alcuni interventi di manutenzione e ripristino del rivestimento in pietra ad oggi parzialmente rimosso.

L’area del Ponte alla Badia si presenta in alcuni punti in buono stato di manutenzione, specialmente a monte del ponte dove sia le sponde che i muri laterali cono ben conservati. Situazione differente invece accade a valle del ponte, dove la presenza di muri più vecchi e infestati di vegetazione generano degrado e differenti problematiche. Il muro in sinistra idraulica del Mugnone è caratterizzato da un muro di contenimento ed a tratti da un doppio muro parallelo che è evidentemente soggetto a fenomeni di erosione, infatti alcune parti sono crollate rendendo rischiosa la stabilità del restante muro; il muro in destra idraulica invece ha parte della cimasa del parapetto, realizzata con materiale non idoneo, priva del suo rivestimento. Il salto a valle del ponte si presenta con uno scalzamento alla base da risanare per evitare ulteriori erosioni e crolli.

Due situazioni assai pericolose per la stabilità delle opere stesse e per il mancato contenimento delle acque in caso di piene consistenti considerato che la valle, in questa zona si presenta tra l’altro piuttosto stretta, con edificati storici a ridosso delle acque come  mulini ed opifici e fortemente segnata da due importanti infrastrutture quali la strada Provinciale Brisighellese chiamata via Faentina e la ferrovia Faentina che corrono parallele in sinistra idraulica del Torrente.

Qualche cenno storico sul Ponte alla Badia e sulla briglia di Pian del Mugnone.

Il ponte di epoca medievale risulta oggi con una configurazione ed un aspetto risalente alla sua ricostruzione post bellica, essendo stato come molti altri attraversamenti, quasi completamente distrutto. Tra i pochi testi che lo descrivono interessante è questo stralcio di Cesare Casamorata (tratto da Touring club italiano – rivista mensile del Touring club ciclistico italiano, Milano, 1895) che racconta una passeggiata lungo il Mugnone: “[…] È questo un ponte medioevale, sul quale la vecchia strada che conduce in Romagna, detta appunto Via Faentina attraversa il nostro Mugnone. L’insieme dei casolari che gli s’aggruppano da una parte, i monti che gli si serrano addosso, la cascata che sotto precipita ne fanno un quadro delizioso. E da due lati lo contemplano, appollaiati su due opposte pendici, la turrita Villa Salviati, che vide la morte di Caterina Canacci, e la Badia Fiesolana, dove vestì l’abito cardinalizio Giovanni de’ Medici che fu più tardi Papa Leone X […]”

Si parla invece di più della briglia medicea di Pian del Mugnone, in differenti testi, poiché l’opera costituì un’importante presa per un acquedotto che portava l’acqua in diverse zone di Firenze: “[…] L’acquedotto di Montereggi consiste in un’antichissima conduttura della portata variabile dai 19 ai 38 litri al secondo, che conduce in città le acque che scaturiscono a due chilometri circa dalla presa detta del Serrone, situata nel seno del torrente Mugnone, a nord-est della città, acque dette erroneamente di Montereggi. Prima di far capo a detto Serrone, ove è costruito una specie di vespaio a secco a guisa di filtro, molto problematico
però, le acque della sorgiva percorrono liberamente un fossato detto dei Molini o delle Cardine, ed alimentano durante il loro percorso vari molini e frantoi da olive. […]”.
Da: L’Ingegneria Sanitaria – periodico mensile tecnico-igienico illustrato. Torino, marzo 1891, Anno II, n.3, pag.44.
“[…] L’acqua detta di Montereggi è raccolta sotto l’alveo del torrente Mugnone in una località chiamata il Serrone per mezzo di una Galleria in muratura, munita di fessure nel cui lato sinistro sbucano con forti pressioni alcune polle e dal lato destro l’acqua del Mugnone che s’infiltra nel terreno dell’alveo e si verte nelle gallerie dopo aver attraversato dello spessore di 2 metri. Le filtrazioni e la raccolta delle acque filtrate viene resa più forte da una muraglia costruita attraverso il Mugnone, la quale sporge a mo’ di pagliai sul letto del
torrente e si approfonda nel suolo e forma una barriera per l’acqua infiltrata. La galleria, lunga metri 3100, trasporta l’acqua raccolta fino al Serbatoio detto delle Querce […]”.
Da: Relazione sulla potabilità delle acque di Montereggi, della Galleria Filtrante e del Pozzo presso il Campo di Marte. 76 cc, 1981.