Rio Tomba di Berta: il ritorno delle acque sulle briglie

Si tratta di sistemazioni idrauliche storiche andate quasi completamente distrutte che tornano a nuova vita grazie all’intervento di restauro e valorizzazione del Consorzio.

Dalle colline di Montespertoli scendono verso la piana di Sammontana, Montelupo ed Empoli diversi torrenti e rii su cui nella storia l’uomo è intervenuto per il rallentamento e l’utilizzo delle acque anche ai fini idropotabili o produttivi; tra questi, il Rio Tomba di Berta (o di Berto, perché del nome di questo corso d’acqua esistono versioni discordanti per genere) ha forse le più evidenti testimonianze dell’opera di regimazione messa in atto mediante la costruzione di diverse briglie in muratura, anche imponenti, che recentemente sono tornate ad essere oggetto di attenzione e di attrazione per un discreto gruppo di appassionati cittadini locali grazie all’iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Plantago con il patrocinio del Consorzio e la passeggiata guidata da Paolo Gennai.

Il Consorzio, anche a seguito della segnalazione di rilevanza ricevuta dallo stesso Paolo Gennai, ha deciso di mettere mano al recupero di alcune briglie in muratura ridotte ormai in pessime condizioni localizzate a Sammontana, in comune di Montelupo, andando ad operare riparazioni e ripristini con protezioni in scogliera del fondo alveo e delle sponde in maniera tale da donare nuovamente piena funzionalità alle sistemazioni idrauliche.

Le diverse lavorazioni, realizzate con risorse consortili derivanti dal contributo di bonifica nell’ambito degli accordi del Consorzio con il Genio Civile della Regione Toscana, sommano a poco meno di 40 mila euro: “Si tratta di cifre modeste per ciascun intervento di manutenzione incidentale ma è solo grazie alle capacità tecniche ed operative del Consorzio che si riesce ad agire e risolvere giorno dopo giorno su tante criticità localizzate e in situazioni in cui un intervento per la sicurezza idraulica diventa anche occasione per riscoprire e restaurare testimonianze di storia agricola e paesaggistica locale” è il commento del Presidente del Consorzio Marco Bottino.