Casse di espansione e parco del Mensola, Firenze

La recente manifestazione di poco precedente alla conclusione dei lavori del neo-nato parco urbano del Mensola, ha restituito alla comunità fiorentina, e non solo, una vasta area verde che costeggia il torrente Mensola.

 

di Daniele Vergari, Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno (DOI 10.5281/zenodo.2930513)

Oltre 20 ettari, prima caratterizzati da un abbandono ancora oggi percepibile in alcune aree a margine dell’intervento, sono stati recuperati con la realizzazione di due casse di espansione del Consorzio di Bonifica per oltre 250.000 mc complessivi di acqua invasabile.

Un intervento complesso che però ha riguardato anche la sistemazione della ripa fluviale del T. Mensola che rappresenta, per la sua bellezza e tipicità un unicum fra i vari corsi d’acqua presenti nella piana attorno a Firenze.

Il corso del torrente, che scende dai rilievi di Settignano e Montebeni, una volta arrivato in pianura corre in modo sinuoso, creando curve e endroit, che lo fanno assomigliare ad un bucolico corso d’acqua inglese.

E in effetti un po’, il Mensola, l’Inghilterra la deve avere nel suo Dna se nella sua valle le testimonianze della presenza inglese non mancano a partire da quel castello di Vincigliata che acquistato da John Temple Leader (1810-1903), animatore della comunità inglese a Firenze nel corso della seconda metà dell’ottocento e noto per essere collezionista d’arte.

Nato da una famiglia di commercianti (suo padre fu membro del Parlamento inglese) John Temple Leader studiò a Oxford dove conobbe W.E. Gladstone – uno dei protagonisti della vita politica inglese del XIX secolo.  Avviatosi alla politica, Leader entrò nel parlamento inglese dove rappresentò lo storico collegio di Bridgewater, fra il 1835 e il 1837, e poi di Westminster fra il 1837 e il 1847, nelle file dei Radicali.

A partire dal 1844 però, il giovane Leader iniziò a risiedere fuori dall’Inghilterra (dove sarebbe tornato occasionalmente) recandosi a Cannes per alcuni anni, dove ebbe modo di incontrare un Richard Cobden che sarebbe stato accolto trionfalmente a Firenze nel 1847 da Cosimo Ridolfi e dall’intero corpo dell’Accademia dei Georgofili. Nel 1850 si trasferì a Firenze dove acquistò villa Pazzi, nei pressi del Salviatino (oggi nota come Villa Corsini) dove risedette prima di acquistare e trasformare le rovine del Castello di Vincigliata nel 1855. A lui, e ai suoi collaboratori come Giuseppe Fancelli, si deve la ricostruzione del castello in quelle forme neogotiche che hanno trasformato in modo sensibile il luogo e l’ambiente circostante. Anche il terreno circostante, povero e ricco di rocce fu trasformato con piantumazioni di cipressi, pini e arbusti vari, creando così una sorta di “giardino romantico” su vasta scala.

John Temple Leader nelle sue ville (ne avrebbe acquistate altre in zona, fra cui villa I Tatti – poi passata a  Berenson nel 1906 e nel quale si trova il giardino, opera dell’inglese Cecil Pinsent – e un palazzo in Piazza Pitti a Firenze) accolse numerosi illustri, come la Regina Vittoria e alla sua morte lasciò una grande somma di denaro in beneficenza a Firenze mentre non volgiamo dimenticare che proprio il castello di Vincigliata fu sede, durante l’ultima guerra, di un campo di prigionieri alleati di alto rango come il Generale O’Connor comandante inglese del Nordafrica e catturato nel 1941.

A poca distanza da Vincigliata un altro luogo rimanda alla presenza di quella ricca e importante comunità inglese presente tra il XIX e il XX secolo a Firenze ed è la villa di Poggio Gherardo, oggi sede di una residenza dei Padri Rogazionisti. La villa di Poggio Gherardo fu acquistata nel 1888 da Janet Annie Ross (1842-1927) che, con il marito, abitava già a Firenze da alcuni anni. Anche lei, eclettica figlia di Sir Alexander Duff-Gordon, trovò nella Firenze di fine ottocento un luogo dove esprimere tutti i suoi talenti. Abile amministratrice della fattoria collegata alla villa, animatrice di salotti e incontri, collezionista e commerciante d’arte medievale, Janet Ross è nota per i vari libri sulla Toscana fra cui un fortunatissimo manuale di cucina, Leaves from Our Tuscan Kitchen, or, How to Cook Vegetables, del 1899 a cui seguirono numerose ristampe ma non va dimenticata la sua passione per i fiori e in particolare le orchidee la cui collezione era famosa a livello europeo e si trova citata spesso nelle pagine del Bollettino della Società Toscana di Orticoltura.

Un ultimo thin red line: anche se non propriamente inglese ma scozzese, o meglio, irlandese, ricordiamo la presenza, nella vicina chiesa di San Martino a Mensola, del corpo di Sant’Andrea di Scozia (noto anche come Andrea di Fiesole) conservato da secoli all’interno di una cassa realizzata appositamente nella seconda metà del XIV secolo.

Scendendo poche scale dalla chiesa e superando la strada, ci troviamo così all’inizio del percorso del parco urbano del Mensola. Camminando sugli argini e costeggiando le magnifiche querce, ultima testimonianza genetica della foresta planiziale (e per questo acutamente conservate dal Consorzio di bonifica con un intervento di potatura che le ha alleggerite) apprezzeremo di più forse questo torrente dall’aria inglese e per un attimo potremmo immaginare di essere immersi nelle atmosfere romantiche inglesi di un paesaggio di John Sargent o di Gabriel Rossetti.

DOI: 10.5281/zenodo.2930513

Per saperne di più:

G. F. B., La parrocchia di S. Martino a Mensola cenni storici., Giuliani, Firenze, 1866.

G. B. Uccelli, Il Castello di Vincigliata, Tipografia delle Murate, Firenze, 1868.

Il Castello di Vincigliata e i suoi contorni, Tipografia del Vocabolario, Firenze, 1871.