Lastra a Signa a Castelletti, si preparano i sacchini per eventuali necessità sul territorio

Aggiornamento a conclusione della giornata del 17 novembre.

Intera notte di lavoro tra 16 e 17 novembre in cui si sono visti salire quasi tutti i corsi d’acqua oltre primo e secondo livello di guardia: fin dalle prime luci dell’alba tutti gli impianti idrovori in funzione, parecchie casse di espansione attivate. Tecnici e operatori consortili sul campo e al monitoraggio senza sosta.

L’elenco delle situazioni di allerta è stato lungo, sostanzialmente quasi tutti i bacini idrografici del Medio Valdarno tra 16 e 17 novembre hanno raggiunto e poi superato il primo e poi il secondo livello di guardia.

Il primo a destare preoccupazione già a tarda notte del 16 è stato il Torrente Ema che prima a Strada in Chianti e poi a Grassina ha sforato le soglie di attenzione arrivando a toccare quasi i 3 metri: entrata in funzione la briglia a bocca tarata di Capannuccia e gli argini di difesa della zona industriale di Meleto; sempre nelle prime ore della notte venivano azionate le pompe idrovore dell’impianto che dalla Senice scarica nel Quadrelli a Quarrata nella zona in cui è aperto il cantiere per la costruzione di nuove casse di espansione e di un nuovo impianto di sollevamento e gestione acque più grande e potente.

Nel frattempo sono cresciuti oltre il secondo livello di attenzione anche Ombrone a Pontelungo e Marina a Calenzano, mentre le piogge continuavano a cadere tanto da portare poi oltre il secondo livello anche Pesa, Greve, Bisenzio ed Elsa con interessamento delle opere idrauliche di difesa, a partire dapprima dalla cassa Filimortula e cassa Querciola. Nel corso della notte e fino a metà mattinata del 17, con la perturbazione che è rimasta stanziale per lunghe ore su tutto il territorio regionale, la situazione nel Medio Valdarno è andata complicandosi per tutti i corsi d’acqua e sull’Arno nel quale sono arrivate via via le ondate di piena sia da destra che dalla sinistra idraulica.

La situazione dei corsi d’acqua e delle opere idrauliche, per la quasi totalità oggetto dell’ultimo passaggio di manutenzione mediante sfalcio della vegetazione da parte del Consorzio solo qualche settimana fa prima dell’inizio del periodo piovoso degli ultimi giorni, è rimasta per tutta la giornata del 17 degna di grande attenzione come evidenziato dalla mappa del Centro Funzionale della Regione Toscana con diverse stazioni idrometriche rimaste a lungo colorate di rosso nei luoghi in cui si sono registrate ondate di piena oltre il secondo livello di allerta.

Tutti i principali impianti idrovori er la gestione delle cosiddette acque basse del Consorzio (Viaccia, Fosso di Piano, Castelletti e Crucignano) sono entrati e rimasti per tutto il giorno in funzione, mentre i corsi d’acqua naturali hanno attivato diverse opere di sicurezza per l’alleggerimento delle loro portate di piena come le casse di espansione, aree di laminazione e briglie a bocca tarata: si è registrata la laminazione continua lungo tutto lo spazio del Percorso della Pesa, si sono attivate per la prima volta dalla loro costruzione di oltre 20 anni fa le casse di espansione della Pesa al Turbone, attivate le casse dell’Ema e del Torrente Vingone e Borro Soglia a Scandicci, attivate anche le casse di espansione del Torrente Mensola a Firenze, appena concluse con investimento di oltre 11 milioni di euro.

Nel corso della giornata si sono riscontrate diverse criticità, non certo minimizzabili ma per fortuna localizzate e in zone basse, lungo strade secondarie e che non hanno riguardato direttamente i corsi d’acqua principali, salvo l’apertura di un fontanazzo sull’argine del Torrente Vingone a Lastra a Signa in zona stadio, non lontano dal centro storico del paese, che in caso di progressivo allargamento della falla arginale avrebbe potuto causare la rottura di un tratto del rilevato che avrebbe provocato un diffuso e tragico allagamento dell’abitato. Su questo criticità (in termini tecnici un fontanazzo), riscontrata immediatamente grazie alla rete del monitoraggio di Consorzio, Genio Civile della Regione Toscana e sitema della protezione civile e del volontariato si è intervenuto con massima urgenza stabilizzando la situazione con una coronella, ossia circondando il punto di rottura con un nuovo argine di sicurezza in terra lavorando al buio con le luci artificali di emergenza e concludendo già entro le ore 19 (vedi foto).

Altre situazioni riscontrate in Via Castruccio a Prato interessata dalle acque del T. Ficarello (vedi foto); esondazioni ed allagamenti dell’Elsa a San Gimignano (vedi foto); fuoriuscite sul Fosso di Rialdoli, affluente del Torrente Vingone a Scandicci; esondazioni dalla Sieve a Sagginale; qualche fuoriuscita registrata anche sul T. Zambra a Poggibonsi.

Per il Consorzio, oltre al personale tecnico ed operativo disseminato sul territori, sono stati il Presidente Marco Bottino e il Direttore Generale, Ing. Iacopo Manetti, che dopo vari sopralluoghi in mattinata hanno colaborato in stretto contatto con la sala operativa regionale per il massimo coordinamento delle attività.

Il Consorzio, dunque ha lavorato fin dalle prime piogge di ieri e durante tutta la notte e la giornata del 17 novembre, al monitoraggio di livelli, impianti ed opere idrauliche e alla ricognizione sul territorio in stretto contatto con gli uffici regionali del Genio Civile e le strutture di protezione civile regionali e locali.

Notizia e foto in aggiornamento, ultimo aggiornamento ore 21 del 17/11/2019.