Cedimento arginale stabilizzato sulla Senice a Pistoia

Tecnici ed operatori consortili stanno monitorando le diverse situazioni di criticità che si vengono solitamente a creare a seguito dei principali eventi meteo: scoscendimenti arginali interni, rotture, occlusioni di griglie da inerti e materiale vegetale, depositi di altro materiale vegetale e tronchi d’albero.

All’indomani dell’evento meteo del 16-17 novembre scorso il Consorzio continua il suo quotidiano lavoro di ricognizione dello stato dei corsi d’acqua di propria gestione e degli impianti e opere idrualiche particolarmente sollecitati dalle piene e dunque da ripulire, verificare e tenere sotto controllo.

Sì perché oltre ai rischi determinati dalle diverse ore di pioggia, con i livelli idrometrici dei principali affluenti della media valle dell’Arno molto alti, anche oltre il secondo livello di guardia, quasi tutte le principali casse di espansione interessate dalle acque di piena e impianti che hanno funzionato senza sosta per lungo tempo, la situazione è assai rischiosa anche nei giorni e nelle settimane successive agli eventi meteo più significativi.

Ci sono le griglie da ripulire, gli impianti da verificare, le casse di espansione da tenere sotto’occhio via via che si svuotano e mille altre segnalazioni di grandi e piccole criticità localizzate che arrivano al Consorzio dai Comuni, associazioni e semplici cittadini-consorziati. Ma soprattutto c’è da fare la conta dei danni, perché benché sia andato tutto sostanzialmente bene e l’opera di manutenzione del Consorzio abbia fatto il proprio dovere scongiurando il peggio sicuramente il reticolo e le opere, mentre reggevano alla pressione delle acque, hanno subito o subiranno sicuramente diverse sollecitazioni e qualche ammaccamento.

Al momento le principiali cirticità si sono riscontrate ai Renai a Signa (FI) dove durante lo svuotamento dell’area allagabile si è verificata una rottura verso il canale emissario che dall’impianto idorvoro della Viaccia porta al Bisenzio, andando a minacciare anche i piloni della sovrastante linea ferroviaria tanto da richiedere un intervento di massima urgenza a cura del Consorzio in accordo con il Genio Civile della Regione Toscana per stabilizzare i rilevati e mettere in sicurezza l’area lasciando continuare a defluire la piena attraverso il canale consortile sul quale però, l’impeto delle acque in uscita, oltre i 4 metri d’altezza, comporterà sicuramente qualche altro danno.

Individuati e subito stabilizzati dal personale del Consorzio mediante il posizionamento di teloni e sacchini anche due scoscendimenti arginali sul Torrente Stella a Pistoia; si sono valutate le condizioni del grande cedimento di sponda sull’Elsa a Poggibonsi zona campo sportivo per un prossimo intervento di stabilizzazione da concordare tra Genio Civile e Consorzio; mentre su tutto il territorio, dal guado sul Torrente Zambra tra Poggibonsi e Tavarnelle Barberino, alle griglie selettive sui canali della Piana Fiorentina e Pratese passando per i grandi impianti idrovori consortili e i più piccoli rii e canali di Empoli e del pistoiese il personale consortile sta facendo pulizie dai principali accumuli di inerti (sabbia, detriti e sassi) e di materiale vegetale (rami, foglie ed erbe) perché i luoghi più delicati del reticolo tornino subito ad essere pronti per nuove probabili piogge.

Capitolo a parte invece la situazione dell’Arno a Firenze e comunque di tutti quei tratti di reticolo in ambito urbano dove insieme a sabbie e tronchi si sono accumulati sugli argini, sulle sponde e sui rami degli alberi anche diversi rifiuti solidi urbani, soprattutto di plastica ma non solo, spesso anche arredamenti vari e oggetti di varia natura (si pensi che dalla piena dell’Ema è spuntato fuori nei giorni scorsi anche un lanciarazzi, subito denunciato e prelevato dai Carabinieri locali per ultieriori indagini).

A fare chiarezza sulle competenze e gli interventi in programma, di fronte alla massiccia presenza di legna e rifiuti sulle sponde dell’Arno a Firenze che ha destato l’attenzione di cittadini e stampa locale, ci pensano il Consorzio e il Comune di Firenze con il Presidente dell’ente di difesa del suolo Marco Bottino e le assessore al decoro e all’ambiente, Alessia Bettini e Cecilia Del Re.

“La normativa per quanto ci riguarda parla chiaro – spiega il Presidente del Consorzio Marco Bottino – noi toglieremo i tronchi non appena possibile nelle prossime settimane, partendo dai luoghi in cui è più sicuro e facile agire perché al momento gli argini ancora molto bagnati impediscono l’accesso coi mezzi pesanti per non creare danni strutturali; i legni saranno raccolti in cumuli interi o depezzati e non essendo da considerare rifiuti, per classificazione normativa confermata anche da Arpat e Regione Toscana, saranno portati in parte alle oasi WWF di Focognano dove potranno essere utilizzati per creare rifugi per diverse specie animali e in parte smaltiti come cippato o legname di risulta, che le imprese scomputano dal costo del loro lavoro senza alcun vantaggio economico di privati come invece alle volte ci viene ingiustamente accusato di fare. Per quanto riguarda i rifiuti invece, sulla base della DGRT 1083 del 1/10/2018, anche in area fluviale, specie se non costituiscono ostacolo al regolare deflusso delle acque è il Comune a dover provvedere alla rimozione dei rifiuti in alveo; il Consorzio rimane naturalmente sempre a disposizione di Comune e Gestore per fornire il supporto necessario e intervenire solo alla presenza di personale in grado di fornire le opportune indicazioni in materia. Intanto fa grande piacere vedere i gruppi spontanei di cittadini che si danno da fare per ripulire il tratto che sta più loro a cuore”.