A Montelupo ciclo di incontri a carattere storico che si inserisce all’interno delle esperienze  che stanno accompagnando il lavoro del Contratto di Fiume della Pesa.

Il titolo della rassegna “Segreti di fornace” è  preso a prestito dal titolo di un libro pubblicato nel 2003 a cura di Fausto Berti, in cui sono riportate le ricette su vari aspetti della lavorazione ceramica “caparbiamente e amorevolmente trascritte dal montelupino Dionigi Marmi nel Seicento” .

E’ facile immaginare che le antiche fornaci avessero ciascuna i propri segreti, custoditi gelosamente. Ma lo scopo di questo ciclo di incontri è invece quello di rivelare dei segreti,  e condividerli con i partecipanti.

L’incontro di oggi 29 aprile alle ore 17.30 è dedicato al tema: “LA VIA QUINCTIA: la viabilità antica e medievale nel Medio Valdarno.” Una ricognizione sulla viabilità antica e medievale nel Medio Valdarno, a partire dalla Via Quinctia, strada fatta costruire dal console romano Tito Quinzio Flaminio a partire dal 123 a.C. per collegare la principale colonia romana in Etruria settentrionale (Florentia) con lo sbocco a mare costituito da Pisa e il suo porto, e che attraversava con molta probabilità il territorio dell’attuale comune di Montelupo Fiorentino.

Ma qual’era il tracciato di tale via?

Un cippo miliare di una via consolare romana, il rinvenimento dei resti di un ponte, presumibilmente romano, che giace sul fondo dell’Arno fra le sponde di Montelupo e Capraia, alcuni resti di basolato ai piedi di Artimino. Questi gli “indizi” che fanno ipotizzare per la Via Quinctia, un percorso alternativo, che corresse anche sulla sponda destra del fiume nel tratto compreso fra Capraia e Signa, dove avrebbe riattraversato il fiume per riportarsi su quella che sarà poi la via pisana. Fausto Berti ci parlerà della viabilità antica, basandosi sui risultati di anni di ricerche del Gruppo Archeologico di Montelupo.