Greve in Chianti la ricognizione del Consorzio dopo la “bomba d’acqua” dei giorni scorsi

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Fiume Greve alla traversa delle Sibille

I tecnici dell’ente di bonifica hanno effettuato una ricognizione sui corsi d’acqua della zona, dal Fiume Greve ai suoi affluenti minori e sulle opere idrauliche a monte e a valle del capoluogo: il reticolo e le opere hanno tenuto e funzionato perfettamente evitando criticità di carattere idraulico

Il mese di maggio più piovoso degli ultimi anni ha concluso i suoi giorni con una serie di temporali di forte intensità e limitata concentrazione nel tempo che si sono abbattuti nei giorni scorsi sulla zona di Greve in Chianti, dapprima nella serata di martedì 28 a monte del capoluogo e la mattina successiva a valle nella zona del Passo dei Pecorai – Ferrone.

I tecnici del Consorzio, grazie al servizio di reperibilità H24, sono fin da subito entrati in contatto con le strutture di protezione civile per monitorare l’evolversi della situazione, pronti a dare indicazioni ed attivare le proprie squadre di mezzi ed operatori in caso di necessità: ma la situazione, nonostante ll’intenistà della pioggia e la rapidissima ricaduta sui livelli della Greve e dei borri e fossi minori, è rimasta sempre sotto controllo.

Dal sopralluogo effettuato poi a seguito dell’evento meteo i tecnici del Consorzio hanno potuto verificare che la cassa di espansione a monte dell’abitato, zona Tiratoio-Stadio è arrivata al limite massimo prima di cominciare ad invasare, la piena ha attraversato il centro abitato, appena sfalciato, passando molto alta ma senza alcun problema mentre in zona Via Colognole ha lambito il nuovo argine ed ha potuto godere della sezione di alveo appena risagomata e ampliata grazie ad un recente intervento che il Consorzio ha concluso solo pochi mesi fa. Più a valle tutte le casse di espansione lungo la Via Grevigiana né sono entrate in funzione né hanno registrato sollecitazioni di rilievo mentre a Tavarnuzze le due ondate sono state registrate dagli idrometri e osservate dagli abitanti senza alcuna preoccupazione.

Maggiore trasporto di detriti e qualche modesto cedimento di sponda sono stati verificati invece dai tecnici consortili sugli affluenti della Greve, tra cui il Fosso di Piombino, Fosso di Colognole, etc. che però hanno ben drenato le acque di versante con immissione regolare dentro al corso d’acqua principale.

“Si è trattato di eventi significativi, con tempi di ritorno del tutto simili se non addirittura superiori all’evento che ha determinato l’ultima esondazione a San Polo – spiega il Presidente del Consorzio Marco Bottino – ma possiamo dire che grazie alla manutenzione e a tutti i piccoli e grandi investimenti in sistemazioni e opere fatti dal Consorzio lungo la Greve e i suoi affluenti il reticolo ha retto bene: questo è il classico caso che non fa notizia ma che deve farci interrogare e riflettere su cosa sarebbe potuto accadere, qui come altrove, se non ci fosse stata l’attenzione e l’opera del Consorzio di Bonifica”.