Fabrizio Filippi Presidente Coldiretti Toscana

Così nell’editoriale dell’ultimo numero di Campagna Toscana: “Cambiamenti climatici e siccità costano ogni anno alle imprese agricole un miliardo di euro, centinaia di milioni solo nella nostra regione”.

Negli anni passati ingenti investimenti pubblici sono stati indirizzati esclusivamente verso la lotta al dissesto idrogeologico e alla mitigazione dei rischi legati ad eventi atmosferici che hanno messo in ginocchio città e comunità lasciando indietro la programmazione e la progettazione delle opere irrigue destinate a garantire riserve di acqua nel momento del bisogno.

Coldiretti in questi anni non è certo rimasta a guardare. A giugno 2020 abbiamo invitato i presidenti e i direttori dei Consorzi di Bonifica ad un incontro chiedendogli di compiere ogni sforzo per progettare nuovi bacini: tutto questo avveniva in seguito alla nostra richiesta al Governo di sostenere un progetto con Terna per creare nuovi bacini lungo tutti gli Appennini. In questa direzione va il recente stanziamento di 1,2 milioni di euro, sotto forma di fondo di rotazione, a favore dei Consorzi di Bonifica da parte della Regione Toscana per la progettazione delle opere irrigue per la gestione dell’acqua in agricoltura. Un obiettivo a cui abbiamo lavorato insieme ad Anbi Toscana. La Toscana è la prima regione d’Italia a decidere di sostenere i costi delle progettazione dei Consorzi di Bonifica per le nuove infrastrutture irrigue aprendo di fatto una prospettiva nuova per l’agricoltura regionale. La sfida non è solo strutturale, ma di approccio sostenibile al tema della risorsa acqua alla luce degli effetti sull’agricoltura dei cambiamenti climatici. Ecco perché è importante trattenere l’acqua quando cade copiosa attraverso un sistema diffuso di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti. L’idea è di costruire senza uso di cemento per ridurre l’impatto l’ambientale laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione. La nostra sovranità alimentare, tema mai di cosi stretta e vicina attualità, non può prescindere dalla capacità della nostra regione di essere preparata ad affrontare la certezza di un mutamento climatico che è destinato a cambiare probabilmente anche un pezzo della nostra agricoltura e del nostro stile di vita.