Gli interventi sono coordinati e realizzati dal Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno in accordo e su finanziamento del Genio Civile della Regione Toscana

Per la prima volta nella storia uno speciale escavatore anfibio, mezzo di fabbricatura olandese tra i pochi operanti in Italia, entra in Arno per importanti lavori sulle due sponde del fiume proprio in centro a Firenze, paticamente sotto Ponte Vecchio. Dopo alcuni sopralluoghi e un’accurata ricerca di mercato che ha portato ad un’azienda del modenese, il Consorzio di Bonifica Medio Valdarno ha finalmente trovato il mezzo giusto per affrontare e risolvere la questione degli accumuli nel tratto dell’Arno fiorentino praticamente inaccessibile perché circondato dal cuore dell’antica città medievale.

E così, approfittando della stagione estiva in cui i livelli delle acque sono generalmente più bassi, si procederà grazie allo speciale mezzo d’opera alla rimozione di tutti i sedimenti fluviali appoggiatisi sulle banchine di destra e sinistra idraulica a valle del Ponte Vecchio fino alla pescaia di Santa Rosa. Un’operazione resasi necessaria dal fatto che la manutenzione, finora operata con operatori manuali trasportati su questi stretti lembi di terra solo con barche e gommoni, si faceva via via sempre più complessa, onerosa e rischiosa considerato la natura totalmente instabile dei sedimenti pieni di buche, sconscendimenti e irregolarità varie.

Per di più, come ogni sedimento fluviale, con il tempo queste banche stavano tendendo a stabilizzarsi favorendo la crescita di piante sempre più difficili da affrontare con il decespugliatore manuale, l’attecchimento delle alghe estive e il deposito di piccoli rifiuti frutto del comportamento incivile di cittadini e turisti o del trasporto fluviale in caso di piena. Di qui la decisione concordata con il Genio Civile della Regione Toscana, titolare delle competenze su questo tratto e finanziatore dell’intervento, di procedere alla loro rimozione con spargimento direttamente in acqua, come si usa fare in questi casi ridonando il materiale alla naturale dinamica idrologica del corso d’acqua.

Le lavorazioni, per un importo complessivo di circa 50 mila euro, sono progettate e seguite dai tecnici del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno e saranno ripetute ciclicamente a distanza di qualche anno, secondo necessità, per evitare il nuovo consolidarsi di barre di sedimenti che inevitabilmente torneranno comunque a depositarsi nei prossimi anni.

“Si tratta di un nuovo fondamentale passo avanti della grande operazione di recupero, manutenzione e riqualificazione generale delle sponde dell’Arno a Firenze gestita dal Consorzio in accordo con il Genio Civile e in collaborazione con il Comune – commenta soddisfatto il Presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno Marco Bottino – Ancora una volta il Consorzio, andando ad intervenire risolutivamente su una questione di cui si parla da molto tempo e facendolo con mezzi e modalità di assoluta avanguardia, si dimostra un ente tecnico operativo capace ed efficiente, a disposizione della città per la sicurezza idraulica e la bellezza del nostro fiume”.