Da qualche giorno gli escavatori del Consorzio di Bonifica sono a lavoro sulle sponde dell’Arno al ponte tra le due Signe e in città e sui social si rincorrono le ipotesi sulle ragioni dell’intervento, tra la voglia di spiaggia e le fantasie più curiose

In realtà il lavoro in corso, eseguito dal Consorzio su richiesta del Genio Civile Valdarno Superiore, consiste nella rimozione dell’ingente quantità di materiale sedimentato sulla banca a fiume dell’argine del Fiume Arno, nel tratto a valle dell’immissione del Fiume Bisenzio in destra idraulica ne tratto interno della in corrispondenza dell’attraversamento delle Signe.

Qui i fenomeni di sedimentazione sono accentuati dalla particolarità del tratto: infatti, sia la caratteristica dell’interno curva sia l’allargamento della sezione in corrispondenza del Ponte a Signa, determinano una riduzione della velocità dell’acqua, causando così una zona di sedimentazione naturale del materiale solido trasportato dal corso d’acqua durante gli eventi di piena, come quelli del novembre e dicembre 2019.

Gli obiettivi dell’intervento sono molteplici: regolarizzare le banche di percorrenza per migliorare e velocizzare le operazioni di manutenzione della vegetazione; verificare lo stato delle opere idrauliche – non dimentichiamoci che l’argine in dx idraulica è un opera idraulica di II categoria ai sensi RD 523/1933, che difende l’abitato di Signa; rimettere nella dinamica fluviale il materiale solido trasportato dal fiume, operazione quest’ultima che nell’immaginario collettivo è spesso assai difficile da comprendere perché si crede che la terra buttata a fiume vada a diminuire il fondo del fiume e quindi restringere la sezione idraulica mentre invece in realtà il materiale viene trasportato a valle con il passaggio delle piene e va riempire le zone in erosione via via a valle fino a riversarsi sul litorale pisano a ripascimento delle spiagge, purtroppo in costate erosione.

“Un lavoro importante e davvero molto visibile questa volta perché siamo al centro dell’interesse dei signesi che quotidianamente attraversano e si affacciano dal ponte – commenta il Presidente del Comnsorzio Marco Bottino – Una manutenzione che riguarda gli argini, le sponde e anche tanti piccoli e grandi manufatti di scarico su cui nel tempo e nell’ultimo inverno si erano accumulati ingenti quantità di detriti”.