Sfalcio della vegetazione lungo i corsi d’acqua: in ritardo causa maltempo di maggio

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Dal Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno rassicurano: “In diverse zone sono stati già eseguiti i primi passaggi e stiamo recuperando, presto completeremo il primo passaggio quasi ovunque. Il ritardo è stato causato dalla pioggia quasi incessante di maggio, non ha compromesso la sicurezza ma anzi ha giovato alla tutela delle specie nidifcanti lungo i corsi d’acqua”

Lo scorso maggio quasi incessantemente piovoso ha causato qualche ritardo nel programma di manutenzioni programmate mediante sfalcio della vegetazione lungo i corsi d’acqua del reticolo idrografico di gestione a cura del Consorzio in accordo e collaborazione con il Genio Civile della Regione Toscana ma questo non ha certamente compromesso la sicurezza dei corsi d’acqua, considerato che adesso, con la stagione buona tutti i mezzi ed operatori del Consorzio e le ditte incaricate potranno certamente recuperare il tempo perduto. Gli sfalci sono comunque già stati eseguiti sul tratto fiorentino dell’Arno, sui rii e fossi della pianura empolese, su gran parte del bacino di Greve, Ema e Pesa, sul Terzolle a Firenze e ancora a Poggio a Caiano, Carmignano, Serravalle e su gran parte dell’Ombrone Pistoiese.

Come già fatto in precedenti comunicazioni ma soprattutto in questi giorni in cui arrivano numerose richieste di intervento perché “l’erba è troppo lunga per passeggiare”, il Consorzio tiene a ricordare che gli sfalci sugli argini e sulle sponde dei corsi d’acqua hanno prima di tutto finalità e obiettivi di carattere idrogeologico, ovvero servono a monitorare le pertinenze fluviali e le opere idrualiche in modo da poter poi approfittare del periodo di magra estivo per eseguire riparazioni e sistemazioni strategiche per il prossimo autunno inverno. Questo non significa che il Consorzio non sia consapevole dell’importanza della fruibilità fluviale, anche in termini di monitoraggio e prevenzione diffusa tra la cittadinanza che passeggiando può riscontrare e segnalare eventuali problematiche o criticità, e pertanto nei prossimi giorni sarà data priorità di intervento ai tratti urbani, alle sommità arginali e ai percorsi di fruizione pubblica. Tale ordine di priorità che porterà ad arrivare da ultimo nelle zone meno antropizzate servirà a sua volta a ritardare il passaggio sui tratti con habitat naturali più pregiati e dunque tutelare maggiormente il periodo riproduttivo dell’avifauna nidificante lungo i corsi d’acqua, che comunque potrà contare laddove posssibile sul mantenimento di una fascia di rispetto di almeno un metro a contatto con l’acqua, luogo privilegiato per la costruzione di nidi, la deposizione delle uova e la vita dei nuovi nati di uccelli e di molte altre specie fluviali.

“Un corso d’acqua è un sistema ambientale, paesaggistico ed antropico davvero complesso dove il passaggio del tempo, il meteo ed ogni altra scelta o azione umana o naturale hanno influenze e ripercussioni molteplici ed interconnesse – commenta il Presidente del Consorzio Marco Bottino – e il Consorzio di Bonifica ne è pienamente parte, cercando continuamente il giusto equilibrio fra il meteo e i giorni che passano, fra l’organizzazione del lavoro e il rispetto della naturalità, fra la domanda di fruibilità e decoro e le ragioni della sicurezza idraulica. Tutti aspetti ed interessi inevitabili o pienamente legittimi con i quali non è facile avere a che fare cercando di metterli in un ordine di priorità razionale ed intelligente. Una sfida che come consorzio di bonifica sappiamo essere il nostro mestiere, che ci appassiona e che siamo convinti, pur sapendo che si può fare sempre meglio, di saper centrare in ogni stagione dell’anno”.