Tana Bagnolo (prima)

Sono i roditori provenienti originariamente dal Sudamerica i principali indiziati ma anche diverse altre specie selvatiche autoctone scelgono di scavare loro tane all’interno degli argini compremettendone pericolosamente la stabilità: il Consorzio, interviene, spende, ripara.. ma non ripara.

Si interviene in inverno come d’estate ma soprattutto d’estate quando i livelli delle acque nei corsi d’acqua grandi e piccoli sono più bassi o addirittura lo scorrimento si riduce ad essere solo sub alveo: durante questa stagione favorevole sono davvero numerosi gli interventi di riparazione delle diverse forature, crepature e strappi rinvenuti sugli argini specie durante e a seguito delle manutenzioni mediante sfalcio della vegetazione sugli oltre 2400 km di sponde su cui taglia il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno.

È sempre bene ricordare che i rilevati arginali, benchè in terra e ricoperti d’erba, sono comunque strutture artificiali, e come ogni manufatto umano necessitano di controllo, cura e manutenzione prima che la struttura perda la propria compattezza e stabilità, fondamentale per mantenere in alveo gli eventuali alti livelli di piena.

Una delle principali minacce alla loro stabilità sono le tane di animali selvatici (nutrie ma anche istrici, tassi, volpi e conigli selvatici), cunicoli anche profondi, scavati con più entrate ed uscite che rischiano di causare effetti di sifonamento e conseguente crollo o distacco di interi segmenti d’argine se sottoposti ad allagamento e pressione.

Un fenomeno che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti, specie nel pistoiese e in Valdelsa, e a cui il Consorzio si sforza di fare fronte con massima sollecitudine giorno dopo giorno considerato che le strutture arginali arrivano ad essere perforate fino a decine di volte in poche centinaia di metri. Ogni riparazione, frutto della vigilanza di tecnici ed operai consortili e di segnalazioni da parte di comuni, associazioni e cittadini consorziati, può costare da circa 1000 euro per interventi più semplici, eseguiti a mano direttamente dagli operai consortili, in cui si procede a sanare e tappare il buco mediante sacchinatura fino a circa 5000 euro per interventi in cui è necessario l’utilizzo dei mezzi operativi per un vero e proprio sbancamento e risagomatura arginale.