Nutrie e argini, una annosa questione che anche sul territorio del Medio Valdarno sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti. Questi roditori (Myocastor coypus), specie aliena proveniente dal Sudamerica e ormai sempre più diffusa anche in Europa e in Italia, scavano la propria tana lungo sponde e argini dei corsi d’acqua andando a determinare situazioni di criticità a causa di indebolimenti arginali molto pericolosi in caso di innalzamento dei livelli e aumenti di pressione durante eventi di piena. Ma non solo nutrie, a scavare gli argini sono anche volpi, istrici, tassi e conigli selvatici con il risultato che giorno dopo giorno le strutture arginali e spondali sono sempre di più perforate, assai pericolosamente, fino a decine di volte in poche centinaia di metri. Ogni riparazione, frutto della vigilanza di tecnici ed operai consortili e di segnalazioni da parte di comuni, associazioni e cittadini consorziati, può costare da circa 1000 euro per interventi più semplici, eseguiti a mano direttamente dagli operai consortili, in cui si procede a sanare e tappare il buco mediante sacchinatura fino a circa 5000 euro per interventi in cui è necessario l’utilizzo dei mezzi operativi per un vero e proprio sbancamento e risagomatura arginale. TVL ha fatto il punto sulla questione con il Presidente del Consorzio Marco Bottino andando direttamente su un cantiere di riparazione urgente nel territorio pistoiese.