Assemblea ANBI 2019. Le scelte di adattamento ai cambiamenti climatici e la sfida europea sulle risorse idriche

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Ha avuto uno spessore di grande rilievo, l’Assemblea ANBI 2019, svoltasi a Roma e che ha visto, tra l’altro, la partecipazione di due ministri

Tanti gli interventi, che hanno contribuito ad un confronto di alto livello: Vera Corbelli, Segretario Generale Autorità Bacino Distretto Appennino Meridionale; Meuccio Berselli, Segretario Generale Autorità Bacino Distretto Fiume Po; Ornella Segnalini, Direttore Generale Dighe MIT; Giuseppe Blasi, Capo Dipartimento DIPEISR-MiPAAFT; Giuseppe L’Abbate, componente Commissione Agricoltura Camera Deputati; Marco Marsilio, Presidente Assessore Abruzzo; Mauro Di Zio, VicePresidente CIA; Elisabetta Falchi, VicePresidente Confagricoltura; Fabrizio De Filippis, docente Università Roma 3; Raffaella Zucaro, Primo Ricercatore CREA; Giuseppe Pan, Assessore Agricoltura Regione Veneto; Simona Caselli, Assessore Agricoltura Regione Emilia Romagna; Juan Valero De Palma, Tesoriere Irrigants d’Europe. A coordinare i panel di discussione, sono stati i giornalisti Antonio Boschetti, Gaetano Pedullà ed Andrea Gavazzoli.

Riportiamo alcune dichiarazioni.


VINCENZI: “UN PIANO NAZIONALE DI ADATTAMENTO DEI TERRITORI AI CAMBIAMENTI CLIMATICI CONSENTIREBBE OLTRE 50.000 NUOVI POSTI DI LAVORO, CONTRIBUENDO A COLMARE IL DIVARIO TRA NORD E SUD DEL PAESE”

“Il paradosso di un Paese oggetto sia di rischio idrogeologico che di rischio siccità costa all’Italia, in media, 2,5 miliardi di euro all’anno; nel 2017, la sola siccità causò danni diretti ed indiretti per circa 5 miliardi di euro. Occorre, pertanto, agire al fine di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici, attivandosi preventivamente contro le alluvioni, ma anche per conservare, tutelare l’acqua e la sua qualità, in quanto risorsa fondamentale per il nostro Paese.”
Ad affermarlo è stato il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, in apertura dell’annuale Assemblea Nazionale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, svoltasi a Roma.  L’Italia ha finalmente iniziato a muoversi con scelte concrete, finanziando 75 interventi (Piano Sviluppo Rurale Nazionale, Fondo Sviluppo e Coesione, Piano Straordinario Invasi), per un importo complessivo di 641,765 milioni di euro, che daranno vita a 3.208 nuovi posti di lavoro. Ma quanti posti di lavoro potrebbero nascere dall’approvazione di un Piano straordinario di manutenzione del territorio, per il quale i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno già pronti 4.300 progetti? Secondo ANBI, garantirebbero oltre cinquantamila unità lavorative. Si stima che la realizzazione di tali interventi consentirebbe un risparmio idrico pari ad almeno il 15%, utile per ridurre potenziali conflitti sull’uso della risorsa idrica, previsti nei prossimi anni con sempre maggiore frequenza in relazione allo strutturarsi dei cambiamenti climatici.
”La manutenzione straordinaria, l’ammodernamento e la razionalizzazione delle reti idrauliche sono temi non più rinviabili, anche a fronte del ridimensionamento del territorio rurale, della disordinata urbanizzazione nelle aree di pianura e della quasi scomparsa delle imprese agricole nelle aree di montagna – ha concluso  il Presidente ANBI – Occorre ammodernare gli impianti di irrigazione collettiva per adeguarli alle esigenze della moderna agricoltura di precisione e bisogna realizzare bacini, che raccolgano l’acqua, soprattutto quella in eccesso, per conservarla ed utilizzarla nei momenti opportuni. La realizzazione di tali interventi contribuirebbe anche alla riduzione dell’esistente divario tra il Mezzogiorno ed il resto del Paese; se non si riuscirà a colmare o a ridurre drasticamente tale gap, sarà difficile che si riesca ad uscire dalla crisi economica ed a competere con gli altri Paesi.”


CENTINAIO: “NO AD OLTRE  2 MILIARDI DI TAGLI ALLA PAC”

“Siamo favorevoli ad un Politica Agricola Comune attenta all’ambiente ed ai consumatori, possiamo a fatica accettare i carichi burocratici, ma no a tagli ai contributi della P.A.C.”: lo ha dichiarato il Ministro Politiche Agricole Alimentari Forestali e Turismo, Gian Marco Centinaio, intervenuto all’Assemblea ANBI.
“Nell’ultimo anno, abbiamo sbloccato risorse per quasi un miliardo di euro, destinate a progetti per infrastrutture irrigue, immediatamente cantierabili: una caratteristica importante e non scontata – ha proseguito Centinaio – Purtroppo c’è un’Italia a due velocità con Regioni di grande efficienza ed altre, che vanno pungolate. A Settembre, una missione di Ministero e CREA si recherà in Israele per verificare la possibilità di buone pratiche idriche da riportare in Italia.”


LEZZI: “OBBIETTIVO COMUNE DEVE ESSERE IL NEGOZIATO SUI NUOVI FONDI STRUTTURALI EUROPEI”

“Vi prometto che la realtà dei Consorzi di bonifica sarà inserita nei prossimi accordi di partenariato per i Fondi Strutturali Europei”: è l’impegno assunto dal Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, all’Assemblea ANBI.
“Nel negoziato per i nuovi Fondi Strutturali Europei, che comprendono, fra le priorità, la lotta ai cambiamenti climatici – ha proseguito il Ministro – servirà un’azione di squadra per far confluire risorse importanti sulle 8 regioni del Centro Sud coinvolte. Nel Decreto Crescita c’è un articolo per snellire l’iter burocratico relativo al Fondo Sviluppo e Coesione.”


PESCE: “I CONSORZI DI BONIFICA ED IRRIGAZIONE SONO ESEMPIO DI GOVERNANCE DEL TERRITORIO”

“Sostenibilità e resilienza devono essere priorità per la programmazione degli interventi sul territorio, la cui realizzazione non deve dimenticare 4 fasi: programmazione, gestione, monitoraggio, valutazione”: ad indicarli è stata Alessandra Pesce, Sottosegretario alle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo, intervenuta all’Assemblea ANBI.
“Vanno semplificati gli iter burocratici, ma ciò non deve significare minori controlli – ha proseguito Pesce – I Consorzi di bonifica ed irrigazione sono portatori di buone pratiche ed efficiente esempio di governance del territorio.”


DE CASTRO: “LE ELEZIONI EUROPEE HANNO SPOSTATO IL BARICENTRO DECISIONALE VERSO IL SUD DEL CONTINENTE. CIO’ FA BEN SPERARE PER IL FUTURO DELLA PAC”

“Nella legislatura appena iniziata siederò sia in Commissione Agricoltura che in Commissione Bilancio del Parlamento Europeo”: lo ha annunciato l’europarlamentare, Paolo De Castro, intervenendo alla seconda giornata dell’Assemblea ANBI.
“La questione legata alla nuova Politica Agricola Comune, che rappresenta il 40% del bilancio europeo, è quanto mai aperta – ha aggiunto De Castro – Alla P.A.C. vanno garantite le risorse e vanno evitate rivoluzioni istituzionali. L’Italia sa fare squadra a Bruxelles e fa ben sperare che l’attuale legislatura veda spostarsi il baricentro decisionale verso il Sud del Continente.”


CIOCCA: “IL NOSTRO PRIMO IMPEGNO SARA’ IMPEDIRE I TAGLI ALLA PAC”

Strasburgo andata e ritorno: è il tour de force, cui si è sottoposto l’europarlamentare leghista Angelo Ciocca, intervenuto all’Assemblea ANBI. Futuro componente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Ciocca ha indicato, come primo impegno personale, di non acconsentire tagli alla Politica Agricola Comune.
“Le risorse della nuova P.A.C. dovranno contribuire a finanziare importanti interventi per il settore idrico. Dò disponibilità, ma vi chiedo collaborazione per proporre le necessarie correzioni all’ipotesi in discussione” ha concluso Ciocca, rivolgendosi ai rappresentanti dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue.


VALLARDI: “SERVE UN NUOVO PIANO NAZIONALE INVASI”

“La disponibilità d’acqua è fattore determinante per l’agricoltura italiana; per questo, serve un nuovo Piano Nazionale Invasi”: lo ha affermato Gian Paolo Vallardi, Presidente Commissione Agricoltura Senato, intervenuto alla seconda giornata dell’Assemblea ANBI.
“In Europa, sapremo fare squadra per opporci alla riduzione dei contributi della Politica Agricola Comune, perché sono necessarie risorse per contrastare i cambiamenti climatici” ha concluso l’esponente leghista.


GALLINELLA: “NO AI TAGLI ALLA PAC, MA VANNO DISCUSSI ANCHE I CRITERI DI ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE”

“Vanno respinte le proposte di tagli alla Politica Agricola Comune, ma vanno anche discussi i criteri con cui saranno attribuite le risorse”: lo ha affermato il Presidente Commissione Agricoltura Camera Deputati, Filippo Gallinella, intervenuto alla seconda giornata dell’Assemblea ANBI.
“La tutela e gestione delle risorse idriche, così come la conservazione della fertilità organica dei suoli devono essere priorità; il tutto in un’ottica di sostenibilità, che può diventare anche driver economico per il nostro Paese” ha concluso Gallinella.


VINCENZI: “IN EUROPA BISOGNA SALVAGUARDARE LE CONDIZIONI ESSENZIALI PER L’AGROALIMENTARE E L’AMBIENTE ITALIANI”

L’Italia è ricca d’acqua, in quanto l’afflusso medio annuo, costituito dalle precipitazioni meteoriche, corrisponde a 1.000 millimetri, superiore alla media europea (circa mm. 650) ed a quella delle terre emerse (mm. 730 ).
“Il problema – ha affermato il Presidente ANBI, Francesco Vincenzi, aprendo a Roma la giornata conclusiva dell’Assemblea Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue – è che piove in modo diverso rispetto alle esigenze e con l’alternanza di forti alluvioni nel periodo autunno/inverno e scarsità di precipitazioni in primavera/estate. Tali situazioni sono purtroppo destinate ad aggravarsi nei prossimi anni a causa dello strutturarsi dei cambiamenti climatici e di un consumo del suolo che, nonostante la “bolla” immobiliare, appare colpevolmente inarrestabile. Occorre agire, prevedendo soluzioni contro le precipitazioni eccessive, contestualmente attuando piani di conservazione e tutela della risorsa idrica.”
In Italia, in particolare, l’irrigazione costituisce la condizione fondamentale per un’agricoltura competitiva sui mercati globali. Si calcola che le produzioni irrigue valgano oltre l’85% del valore agricolo complessivo ed è pertanto una risorsa determinante per il reddito del “made in Italy” agroalimentare.
“Siamo certi – ha commentato il Presidente ANBI – di poter sostenere che si può fare agricoltura senza terra, ma non senza acqua!”
In base ai dati certificati ISTAT, il valore della produzione agroalimentare in Italia risulta di circa duecentosettanta miliardi di euro (solo l’export vale 45 miliardi) con 3.300.000 occupati. L’irrigazione collettiva, oltre a fornire reddito alle imprese agricole e competitività sui mercati, consente il mantenimento delle filiere produttive, provvede alla ricarica delle falde sotterranee, assicura il mantenimento delle aree umide, degli agroecosistemi e del paesaggio, riduce la subsidenza e l’intrusione salina nelle falde, assicurando il presidio del territorio.
“Per continuare ad agire sulla produttività – ha proseguito Vincenzi – l’agricoltura deve continuare ad evolversi, puntando sullo sviluppo e lo studio di sistemi che, a partire dall’irrigazione, consentano di ottenere risultati uguali o maggiori, utilizzando la medesima o una minore quantità di risorsa idrica. Questo può avvenire, solo implementando le tecnologie attualmente disponibili. Investire nell’innovazione e nella ricerca risulta quindi imprescindibile.”
Importante è anche l’opportunità, che riguarda la Direttiva Quadro Acque, la cui riforma costituisce l’occasione per adeguare i contenuti (fino ad oggi rivolti principalmente ai Paesi, ove l’irrigazione costituisce una pratica marginale) anche alle necessità degli Stati mediterranei, dove l’irrigazione è fondamentale per le necessità dell’agricoltura.
“Ciò impone all’Italia – ha aggiunto Vincenzi – alleanze con i Paesi dell’Unione Europea con problematiche irrigue simili, oltre alla presenza, a Bruxelles, di un supporto tecnico-operativo, che affianchi i legislatori italiani sulla normativa comunitaria in corso di adeguamento. E’ lo scopo che si prefigge ANBI, che unitamente a FENACORE (Spagna), FENAREG (Portogallo) e IRRIGANTS DE FRANCE (Francia), ha costituito l’associazione Irrigants d’Europe (IE) al fine di promuovere azioni concrete e condivise, tese a trovare soluzioni ai problemi relativi ad acqua, energia, cibo.”
Irrigants d’Europe è oggi punto di riferimento tecnico della Commissione Europea  per tutta la complessa normativa, che riguarda, oltre alla Direttiva Acque, la Direttiva Alluvioni, il tema del riuso delle acque reflue depurate, il cosiddetto Global Gap che affronta la questione della qualità della risorsa idrica, la riforma della PAC post 2020 i cui vincoli risultano definiti da due elementi: l’effetto Brexit, in termini di riduzione del bilancio comune; la necessità di ridimensionare le politiche tradizionali (PAC e Coesione), in favore di “nuove sfide”: ricerca, giovani, accoglienza e fenomeni migratori, politiche ambientali.
“E’ in un tale scenario che, partendo dal documento Hogan – ha concluso il Presidente ANBI –  immaginiamo si possano fare scelte forti nella futura PAC per i territori più esposti alle conseguenze dei cambiamenti climatici e per un agroalimentare del made in Italy, che abbia opportunità concrete in termini di innovazione e di infrastrutturazione.”


PRANDINI: “NON C’E’ CIBO DI QUALITA’, SENZA ACQUA DI QUALITA’. IN AGRICOLTURA, L’ACQUA RESTA NEL CICLO BIOLOGICO”

“Non può esserci cibo di qualità senza acqua, ma soprattutto senza acqua di qualità; per questo servono nuovi invasi”: lo ha detto Ettore Prandini, Presidente Coldiretti, intervenendo alla seconda giornata dell’Assemblea ANBI.
“E’ necessario anche ridiscutere i criteri del Minimo Deflusso Vitale negli alvei, perché tarato su realtà fluviali, che non hanno il carattere torrentizio dei nostri corsi d’acqua. Per giunta, l’acqua utilizzata per irrigare i campi, viene restituita all’85% e spesso in condizioni migliori di come era stata prelevata. Per quanto riguarda la prossima Politica Agricola Comune – ha concluso Prandini – non è certo acclarato che debba avere meno risorse.”


Fonte: Anbi