Il Presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, Marco Bottino: noi abbiamo il progetto di manutenzione straordinaria pronto ma restano ancora passaggi burocratici e problemi concreti noti a tutti, non accetteremo di fare il capro espiatorio.
“Quando sono arrivato, nel 2014, il Consorzio era troppo spesso considerato il capro espiatorio di colpe altrui – comincia così la riflessione del Presidente del Consorzio Marco Bottino in merito alla questione dell’argine della Brana nella zona del Ponte degli Armacani – Comprendo le oggettive difficoltà finanziarie di molti enti locali ma non accetto più questo gioco di false accuse e rimpalli di responsabilità”.
La questione del ripristino dell’argine del Torrente Brana nel tratto compreso tra il ponte della linea ferroviaria Lucca-Firenze ed il ponte degli Armacani si è resa evidente a tutti in conseguenza degli importanti eventi meteo dei mesi scorsi, quando la Provincia sono intervenuti con il posizionamento di teli protettivi in nylon per arrestare nell’immediato il dilavamento ed il progressivo indebolimento delle strutture arginali. Già in precedenza però il Consorzio aveva evidenziato con diverse note e comunicazioni, indirizzati agli enti rispettivamente competenti, numerose situazioni di criticità relative a quel tratto.
“Di fronte a teorie stiracchiate e ricostruzioni pilatesche non possiamo che ribadire che in passato il Consorzio ha fatto il suo dovere in termini di manutenzione ordinaria e segnalazione di tutti quegli aspetti critici che altri avrebbero dovuto risolvere. Oggi che l’argine è nelle condizioni che conosciamo confermiamo che il ripristino è sì di nostra competenza ma nell’ambito della manutenzione straordinaria e pertanto soggetto all’approvazione e al finanziamento da parte della Regione Toscana all’interno del Documento Annuale per la Difesa del Suolo (LR 79/2012).
Il Consorzio ha già pronto il progetto definitivo ma restano ancora tutte quelle problematiche segnalate alle varie autorità idrauliche come ad esempio la presenza recinzioni, muretti, scalette, fabbricati, baraccamenti, pavimentazioni, e scarichi non autorizzati che in passato hanno indebolito la struttura e che oggi sono da impedimento alla sua risistemazione.
Rispetto alle accuse della mancata o “cattiva” manutenzione ricevute da parte del Comune ricordiamo le tante segnalazioni inviate dal Consorzio a chi di competenza, Provincia e Regione, per la loro verifica e risoluzione.
Ripeto, affinché si possa procedere in maniera risolutiva in termini di sicurezza idraulica occorre che i vari Enti, ognuno per le proprie competenze, facciano la loro parte. Spesso la colpa ricade tutta sul Consorzio e invece, come in questo caso, ognuno deve responsabilmente fare la sua parte altrimenti il rischio idraulico dell’area pistoiese è e rimarrà ancora troppo alto”.









