Glifosato e pesticidi in Toscana. La dottoressa Patrizia Gentilini replica all’assessore Fratoni

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Riguardo alle dichiarazioni dell’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni, la dottoressa Patrizia Gentilini, tramite il suo legale, ci ha fatto pervenire alcune precisazioni che volentieri pubblichiamo:

«In primo luogo, la medesima non ha mai fatto riferimento alle “acque quarratine”, di cui parla l’assessore, per la semplice ragione che negli ultimi report dell’Arpat, le stesse non erano state prese in considerazione.
In secondo luogo, accusare la medesima di “mistificazione”, per avere riportato dei dati rilevati da un soggetto istituzionalmente preposto alla tutela dell’ambiente quale l’Arpat, e sostenere che li abbia usati “in modo strumentale per addomesticare tesi personali”: è profondamente offensivo della professionalità e dell’onorabilità della medesima, e lo è vieppiù laddove l’assessore si permette finanche di richiamare all’onestà la dr.ssa Gentilini.
La Dr.ssa Gentilini non ha “mistificato” alcunché, e, in coerenza con la propria etica professionale, si limitata ad esprimere le proprie legittime preoccupazioni, in ordine al fatto che il trend 2002/2017 di classificazione delle acque sotterranee in Toscana evidenzia un preoccupante peggioramento, con aumento dei corpi idrici con stato chimico scarso, sulla base di dati emergenti dalle rilevazioni dell’Arpat.
Quanto dichiarato dall’assessore F.Fratoni, è ancor più intollerabile, soprattutto dopo che la stessa si é fatta promotrice dell’approvazione del decreto regionale 30.07.2018, n.43/R, che autorizza, in tutta la Regione nelle aree di salvaguardia di captazioni di acque sotterranee destinate al consumo umano, l’utilizzo di ben 29 pesticidi di pessimo profilo ambientale, compreso clorpirifos e glifosate, e quattro pesticidi addirittura nemmeno più autorizzati in Unione Europea ( Azinfos ethil, Azinfos methil, Demeton S-metile, Omethoate); peraltro, il fatto che nelle acque sotterranee sia stata riscontrata la presenza di residui pesticidi nel 46,8% dei punti e nel 31,1% dei campioni, dovrebbe preoccupare in primo luogo proprio l’assessore all’Ambiente, mentre questi sembra preoccuparsi di ben altro, e cioè del fatto, come dalla stessa candidamente dichiarato, che ” in assenza del predetto decreto vige il divieto di uso dei fertilizzanti e fitofarmaci, nelle aree di salvaguardia, intorno ai punti di captazione, con sanzioni amministrative che sono piuttosto onerose e che oscillano da 600 a 6 mila euro” (tant’è che con il suddetto decreto si è consentito l’uso dei pesticidi anche in prossimità dei punti di captazione delle acque sotterranee ad uso potabile, evitando in tal modo pesanti multe agli operatori agricoli).»