Il sopralluogo del 16.08 alla cassa di espansione a bocca tarata sull'Ema a Capannuccia che ha contribuito notevolmente a laminare l'ondata di piena nell'abitato di Grassina

Gli allagamenti si sono concentrati nel comune di Bagno a Ripoli, a Grassina e ad Antella, ma il nubifragio ha investito tutta la fascia a sud del Fiume Arno da Greve in Chianti fino a Empoli e Castelfiorentino, passando per le colline di San Casciano Val di Pesa e Scandicci.

I dati della Regione Toscana, confermati anche dal Presidente Eugenio Giani servono ad inquadrare l’evento meteo che ha colpito il centro della Toscana nella tarda serata del 15 agosto: “sul territorio di Bagno a Ripoli oltre 70 mm di pioggia in meno di due ore, con un picco di 16 mm in 15 minuti; una massa d’acqua superiore a quella che cade di norma in un mese con alcune stazioni nel Chianti che hanno avuto cumulati significativi con più di 100 mm di pioggia” Precipitazioni talmente concentrate nel tempo e nello spazio per cui in termini tecnici si parla di un ‘tempo di ritorno’ – ovvero della probabilità statistica che si ripeta – di oltre 50 anni.

Oltre i numeri descrittivi dell’evento pesanti sono state le ripercussioni al suolo, che il Consorzio di Bonifica Medio Valdarno – territorialmente competente per la manutenzione del reticolo idrografico di gestione, seppur non direttamente inserito nel sistema di Protezione Civile – ha seguito con grande attenzione, focalizzandosi sui livelli e lo stato di manutenzione dei corsi d’acqua e sul corretto funzionamento delle opere e sistemazioni idrauliche.

“I video e le foto della nottata che abbiamo visionato insieme ai nostri ingegneri – spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Marco Bottino – sembrano evidenziare che i problemi sono derivati soprattutto dalle acque superficiali, che scendevano dai versani e lungo le strade prima di entrare nei corsi d’acqua che si sono così innalzati di livello improvvisamente ma senza fuoriuscire, almeno così ci risulta, anche dal confronto con il Genio Civile regionale. Sul reticolo idrografico in nostra gestione il Consorzio ha fatto il suo mestiere; era già stato fatto, ovunque ove previsto, un primo passaggio di sfalcio della vegetazione (tratti evidenziati in giallo sulla mappa) tant’è che non si sono avute segnalazioni di tappi o occlusioni, specie in prossimità degli attraversamenti, al regolare passaggio della piena”.

Dal punto di vista delle opere idrauliche più grandi si registra piuttosto l’importanza del corretto funzionamento del sistema di laminazione di Capannuccia, ovvero di quella cassa di espansione a bocca tarata che ferma le acque in eccesso e lascia passare a valle solo la quantità giusta per evitare l’esondazione dell’Ema a Grassina. Qui il video dell’opera dopo l’ultima piena e il collegamento al video della sua realizzazione del 2013: https://www.mediovaldarno.it/news/ecco-la-bocca-tarata-di-capannuccia-che-ha-evitato-lesondazione-dellema/

Un’opera dello stesso tipo ha funzionato anche a Scandicci sul bacino del Torrente Vingone dove è entrata in funzione anche la piccola ma funzionale cassa di Santa Maria a Vingone che evita la fuoriuscita per esondazione del corso d’acqua su Piazza Kennedy e nel quartiere.

I tecnici ed operatori del Consorzio sono impegnati oggi e lo saranno anche nei prossimi giorni – in coordinamento con il Genio Civile Valdarno Superiore, ente idraulico di riferimento – nelle necessarie ricognizioni sul campo, mettendo a disposizione proprio del Genio Civile regionale uomini, mezzi e risorse economiche per risolvere le principali criticità localizzate come ad esempio il franamento di qualche muro che si è riversato in alveo, l’asportazione dei cumuli di detriti nei luoghi più delicati, la verifica sulla stabilità delle piante e la rimozione di ogni possibile altro ostacolo al passaggio di nuove piene, considerato anche che le previsioni annunciano il ritorno della piogge diffuse nel corso della settimana.